Mini recensione “Red. Always Red” di Isabelle Ronin.

Always red. Chasing Red. Vol. 2
Titolo: Red. Always Red. Vol. 2
Autrice: Isabelle Ronin
Data di pubblicazione: 03/07/2018
Genere: Narrativa Rosa
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Pagine: 264
Prezzo: € 17,90 Rilegato; € 8,99 Ebook

Trama:

“Per Red la vita è stata sempre in salita. Tutto quello che ha se l’è dovuto sudare. E per riuscirci ha dovuto essere molto più forte della maggior parte delle persone. Perché, alla fine, non ha mai potuto contare sull’aiuto di nessuno. E ha imparato in fretta che spesso la gente è egoista. Vuole sempre qualcosa da te e una volta che l’ha ottenuta sparisce. Per questo si è rintanata dietro a un muro impenetrabile, che nessuno è mai riuscito a scavalcare: se diventi irraggiungibile, niente e nessuno può ferirti. Poi però è arrivato Caleb e tutte le sue convinzioni sono state spazzate via. Lui le ha insegnato cosa vuol dire amare ed essere amata. Le ha fatto capire cosa sia la tenerezza, cosa significhi essere desiderata, bramare di essere toccata, baciata. Ma quando sei “”una ragazza dal cuore spezzato che possiede solo una valigia piena di storie tristi””, non è facile lasciarsi andare completamente fino a mostrarsi vulnerabile. Così Red, senza quasi rendersene conto, più sente Caleb farsi strada attraverso le crepe del suo muro di diffidenza, più si ritrae, spaventata e incapace di fidarsi completamente di lui. Ma quando si permette al dolore e all’orgoglio di avere la meglio, il rischio è di perdersi e di perdere l’unica possibilità di essere davvero felici, soprattutto se vicino hai chi non aspetta altro per portarti via colui che potrebbe regalartela, la felicità.”

Recensione:

In questo secondo ed ultimo volume, la storia inizia per come l’avevamo lasciata, Veronica a casa da Kara, Caleb ad affrontare il manicomio che quella serpe di Beatrice-Rose gli ha combinato, rovinandogli la vita perfetta che finalmente era riuscito a costruirsi ed insomma, anche la famiglia che lui e Red si stavano costruendo. Due cuori a pezzi, un malinteso. Riusciranno a mettere le cose a posto? E soprattutto, Beatrice-Rose è realmente fuori gioco o no? Beh, in questo volume, si aggiunge un pizzico di mistero perché i protagonisti sono alle prese con una vera e propria matta. Devo dire che questo secondo volume come storia mi è piaciuto anche di più del primo ma il finale non mi ha soddisfatto. Si vanno aggiungendo nuovi personaggi e quelli che già erano presenti combinano manicomi qua e la ma soprattutto c’è un’evoluzione tra Caleb e Veronica, come se alla fine si unissero a divenatare una sola persona, non so se mi spiego. Ci saranno parti tenere o per lo meno flashback, ma non vi faro spoiler! la nota che in questo volume mi è piaciuta di più è quella mistery che nel primo non era presente.

Giudizio globale:

4,5/5 stelle. 
Un rosa meravigliosa, con un pizzico di mistero e ironico fino alla fine.
Avrei messo le 5 stelle se non fosse stato che mi immaginavo un finale più articolato.

Recensione di “Miss Billy” di Eleanor H. Porter

Titolo: Miss BillyAutrice: Eleanor H. PorterTraduttrice: Federica FranceschelliPagine: 310Anno di pubblicazione in lingua originale: 1911Anno di pubblicazione in italiano: 2019Casa Editrice: Cigno NeroCollana: Gli indimenticabiliGenere: Narrativa classica, Romanzo rosaPrezzo: Cartaceo €14,90 ; Kindle €3,99Valutazione: 5 stelle 
Trama

William Henshaw ha quarant’anni, è vedovo e vive in una grande villa insieme ai suoi fratelli minori, entrambi scapoli impenitenti: il gelido e sarcastico Cyril, pianista di fama internazionale, e Bertram, scapestrato pittore ribelle. 
La loro vita scorre tranquilla e appagante, finché William non riceve una lettera: Billy, il figlio mai conosciuto di un caro amico d’infanzia, è rimasto orfano. Ha bisogno di un posto dove stare e di una famiglia, e l’unica persona a cui può rivolgersi è proprio William, l’uomo al quale deve il suo nome.
William Henshaw non può rifiutare una così accorata e straziante richiesta d’aiuto, soprattutto se arriva dal figlio del suo caro amico ormai morto, di cui non però non ricorda neppure l’esistenza. Non resta allora che avvertire Cyril e Bertram e preparare le stanze per l’arrivo di Billy. 
C’è solo un piccolo problema: nessuno di loro ha ancora capito che Billy, in realtà, è una ragazza. 

«Chi non avrebbe pensato che fosse un ragazzo?» s’intromise Cyril. «Si chiama Billy! Riesci a dirmi per quale motivo un uomo sano di mente chiamerebbe una ragazza Billy?»

Recensione

Ho deciso di acquistare Miss Billy nell’esatto momento in cui i miei occhi si ci sono posati sopra. Dal punto di vista estetico, come potrete ben vedere, è a dir poco stupendo e dunque faccio i miei complimenti alla Cigno Nero che ha saputo valorizzare il romanzo strepitosamente.

Devo dire che mi è piaciuto tantissimo e che ha superato le mie aspettative. Attualmente non sono una patita dei classici, siccome molto spesso abbiano note drammatiche sebbene siano molto significative. Il romanzo ha tutto fuorché note drammatiche e di note se ne parla parecchio, tra l’altro lo stile semplice e scorrevole ha reso la lettura molto rilassante ma pur sempre intensa. In Miss Billy ho visto qualcosa di diverso, seppur orfana non si abbatteva per la sciagura che aveva vissuto ma anzi cercava di andare avanti con intraprendenza e sorridendo al mondo. Tra le pagine vi si coglie l’ironia “pulita”, ossia quella non volgare, che non lancia allusioni ma che fa ridere di gusto, tipica dei classici. Il malinteso iniziale sul fatto che il nome lasciava intendere che la Billy in questione fosse un maschio fa si che i fratelli siano colti dalla sprovvista. I tre fratelli, infatti, ognuno con il suo modo di essere, si ritrova a dover accettare l’idea che una ragazzina disturbi la quiete a cui sono abituati. C’è chi lo accetta senza problemi e chi invece non è vuole proprio sapere. La bellezza della nostra Billy, seppur esteriore, si vede anche qui, perché nella sua breve permanenza riesce a instaurare rapporti profondi con ognuno di loro ma comunque diversi. Riesce a legarsi a Cyril grazie alla loro condivisa passione per la musica, a Bertram facendogli provare emozioni fino ad allora sconosciute ed infine a William che la vede come quel figlio che non ha avuto la possibilità di crescere. Insomma, riesce a entrare nel cuore di tutti e a causa di un malinteso causato da Kate, sorella degli Henshaw, se ne andrà da quella che ormai è divenuta casa sua, lasciando un vuoto nei tre fratelli che cercheranno invano di riportarla a casa. Ma come ben sappiamo, le storie ci riservano sempre un finale inaspettato capace di far battere qualsiasi cuore. Ebbene, come finisce la storia della nostra Miss Billy? Vi invito a leggerlo, e sappiate che il lieto fine è proprio dietro l’angolo.

“Moltissimo d’accordissimo”, l’esempio della televisione che asseconda l’ignoranza.

Barbara D’Urso, conduttrice televisiva, giornalista e scrittrice, è sempre presente nelle nostre case e questo pomeriggio, durante un dibattito con il ministro degli interni Matteo Salvini, ha detto « E su questo siamo moltissimo d’accordissimo ». L’ennesima gaffe? Ebbene sì. Infatti, milioni di spettatori italiani, che magari guardano abitualmente la trasmissione, hanno potuto udire un errore che da una giornalista e in particolare da una scrittrice non si può sentire: due superlativi assoluti nella stessa frase.

Recensione “Protectors: il Richiamo” di Sarah Grace M.

Titolo: “Protectors, il Richiamo”

Autrice: Sarah Grace M.

Data di pubblicazione: 30 Dicembre 2018

Genere: Fantasy romantico, Contemporaneo

Pagine: 441

Prezzo: €3,99 eBook (Apple, Ibs, Amazon, Feltrinelli, Mondadori)

Valutazione: 5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

“Forse avrei dovuto dirti che cosa provo”, ammise. In realtà aveva capito già da tempo che ciò che lo legava ad Hannah non era la loro natura comune. Era innamorato di lei, lo era stato dal primo momento, quando l’aveva vista per terra fra i corridoi del liceo. Credeva di detestare la sua lingua biforcuta e i suoi continui rimproveri, nessuna mai lo aveva fatto sentire tanto normale quanto Hannah. Sì, l’amava, amava il suo sorriso, i suoi occhi grandi capaci di riflettere ogni sua emozione, le labbra rosse che tendeva sempre a mordicchiare quando era nervosa. Amava il suo coraggio e il modo in cui aveva affrontato la sua nuova vita. Lui non era stato altrettanto comprensivo eppure, da quando lei era arrivata, Dorian aveva trovato una sorta di equilibrio, si sentiva finalmente completo. Ti amo. Avrei voluto dirtelo veramente. Avrei persino sopportato il tuo rifiuto, una sberla in pieno viso; tutto pur di rivederti un’ultima volta.

Trama:

Li chiamano Protettori, discendenti diretti degli angeli, cui unico compito è quello di proteggere gli Innocenti. Gli umani ignorano quanta oscurità avvolga il loro mondo, non sono a conoscenza dei demoni e delle creature che lo terrorizzano, così come Hannah non sa di essere parte fondamentale del Collegio, residenza dei Protettori.
I suoi poteri non avrebbero mai dovuto rivelarsi in realtà, ma un risveglio tardivo costringe la madre a chiedere aiuto al Sommo Consiglio e a confessare la verità alla figlia. Gli Antichi Protettori sono però restii ad accettare la ragazza, per troppo tempo Hannah ha vissuto lontano da loro e ignara delle sue capacità, del suo dono celeste. Sarà a causa di un’imminente minaccia che, con l’aiuto di Cole e Natalie, verrà a conoscenza della sua vera natura, un mondo nuovo, composto da creature fantastiche e inquietanti.
Dorian è spavaldo, pieno e sicuro di sé, un tipo taciturno, perennemente arrabbiato col mondo a causa dell’abbandono che ha subito da bambino. Non ama condividere i propri spazi e i propri affetti; lui doveva essere la sola eccezione, l’unico ad aver acquisito i poteri al compimento dei sedici anni e non sin dalla nascita, come invece accade per ogni Protettore, compresi quelli che considera i suoi fratelli: Nat e Cole.
L’arrivo di Hannah non è dunque fonte di entusiasmo per lui, non all’inizio. Col tempo però, gli è chiaro che quello che lo unisce alla ragazza è un legame speciale, una connessione difficile d’accettare e ancor più complicata da comprendere; e solo insieme potranno vincere il pericolo che incombe sui Protettori. Non è amore ciò che lega le loro anime, è qualcosa di molto più forte e potente.
Riuscirà Cole ad accettarlo? Saprà Hannah scindere i suoi sentimenti, senza dover rinunciare a nessuno dei due ragazzi?
Fra misteri, menzogne e verità mai rivelate, la nuova Protettrice dovrà recuperare il tempo perduto e vissuto come una normale Innocente; dovrà allenarsi e affinare le sue capacità, ricoprire il ruolo per il quale è nata, affinché il bene prevalga sempre sul male.

Recensione:

Ci troviamo a New York, dove la nostra Hannah, si è appena trasferita. La madre, Emily, non perde tempo ad inscriverla a scuola ed ecco che Hannah si ritrova alla Manhattan International High School. E’ proprio qui che incontra Dorian, e non appena lo guarda negli occhi rimanga incantata, di un azzurro penetrante che sembrano surreali e i suoi capelli castano dorati gli danno un aspetto spavaldo, Hannah rimane meravigliata. Lui però non esita a fare lo sgarbato come da sua abitudine ma questo non fermerà Hannah, che all’improvviso si ritrova catapultata in un mondo che non comprende e l’unica persona che può capirla fino in fondo facendole scoprire la sua natura è proprio lui.

Sono subito rimasta affascinata da Dorian, il tipico ragazzo tenebroso dal passato complicato che se sai prendere per il verso giusto ti da il cuore. Mi è piaciuto molto il modo di scrivere di Sarah, scorrevole e dettagliato, ti da la sensazione di essere all’interno del libro. Un’altra cosa che mi è piaciuta in modo particolare è il modo in cui è riuscita a intrecciare le storie di tutti i personaggi, facendoceli conoscere un po’ per volta. Mi ha colpita il modo in cui è riuscita a creare un’identità ben definita ad ogni personaggio e a lasciarla tale per tutto il libro. Anche se Cole, come personaggio, mi piace molto, preferisco Dorian e Hannah insieme. Sinceramente non vedo l’ora di leggere il secondo volume, che Sarah ha già iniziato. Detto ciò aspetto con ansia che esca il cartaceo per poterlo mettere nella mia libreria.

I miei più vividi complimenti a Sarah Grace M, non potevi scriverlo meglio!❤️

Post chiacchiericcio: Il festival di Sanremo!

Ciao a tutti e bentornati sul blog.

Volevo parlarvi un po’ di questo Festival di Sanremo, un po’ diverso dal festival a cui siamo abituati.

Inizio con il dire che secondo me doveva vincere Ultimo, non credo di essere di parte perché prima d’ora non mi aveva mai attirata, ma durante questo festival devo dire che la sua canzone mi ha proprio colpita, anche perché riesce a parlare di argomenti non proprio leggeri senza deprimere chi ascolta ma trasmettendo pur sempre emozioni forti.

Anche Irama non è stato da meno per non parlare del Volo, eccezionali è dire poco, penso che siano riusciti a riportare alla luce un genere italiano, la lirica, che molto spesso noi giovani disconosciamo.

Mi è piaciuta molto anche Arisa ma una delle canzoni che non riesco a togliermi dalla testa è quella di Shade e di Federica Paper “Senza farlo apposta”, che comunque pur essendo molto bella, a mio parere, ha molto di “Irraggiungibile”, niente di nuovo insomma.

Per quanto riguarda gli altri partecipanti, non voglio dileguarmi troppo, ovviamente c’è chi mi è piaciuto di più, chi di meno ma non mi hanno colpito molto.

Entriamo nel tema del vincitore, già polemizzato alle stelle nel giro di poche ore… personalmente io sono nel team ultimo, niente da togliere alla canzone di Mahmood, che per quanto mi riguarda si accosta di più a quel tipo di canzoni commerciali che ci sono per ora, anziché alla vera e propria musica italiana che a parer mio era ben simboleggiata dalla canzone di ultimo.

Voi che ne pensate?

Trovare se stessi e la propria strada.

Molto spesso ci poniamo il problema di capire chi siamo, a volte questo problema si presenta nel momento in cui ci fanno la solita domanda: cosa vuoi fare da grande? Per alcuni trovare una risposta a questa domanda è un reale problema, per altri è semplicemente il momento meno adatto per domande del genere. A volte per noi adolescenti è il dilemma più grande, non è facile vivere nel nostro mondo è capire chi siamo realmente è un rompicapo che non riusciamo a risolvere, anche perché, secondo alcuni ce lo dice anche il lavoro che faremo un domani.

La vita è fatta di tante cose, è fatta di una vita privata con una persona speciale, è fatta di un lavoro che ci da tante opportunità e che ci fa sentire importanti, è fatta anche del nostro stile, del nostro modo di vestirci e in generale del nostro modo di essere. In una società come la nostra, in cui tutti si vestono allo stesso modo, in cui tutte le persone che ci circondano sono una diversa sfumatura dello stesso prototipo di adolescente, la strada per capire chi siamo è molto distante. Avere in mente, però, una precisa immagine di se stessi, del nostro stile, del nostro modo di essere, degli obbiettivi che ci prefissiamo e la consapevolezza di fare qualsiasi cosa pur di raggiungerli è proprio quello che ci fa capire cosa vogliamo essere.

L’immagine che abbiamo di noi, un’immagine diversa da quella che abbiamo di chiunque altro, è la consapevolezza di essere riuscititi a trovare se stessi. Per farvi un esempio, immaginatevi una borsa Louis Vuitton, nessuna borsa sarà mai come quelle di questo marchio , perché è il suo stile, è inimitabile e tutto il resto può essere solo una banale imitazione. Ogni tanto tendiamo a usare lo stesso atteggiamento in posti completamente differenti e non capiamo che non siamo importanti ovunque, che non sempre il nome di papino e di mammina contano qualcosa per gli altri.

Quello che vorrei farvi capire oggi è che se ci preoccupiamo di quello che le persone possono pensare se siamo noi, senza filtri o coperture, sbagliamo e basta. Se qualcuno ci insulta o cerca di scoraggiarci e solo perché la sua invidia parla più forte di lui. La verità sulle scuole è una: comanda chi è se stesso sempre, chi detta le mode, chi va a fare shopping senza chiedersi “piacerebbe ai miei compagni?”, chi ha la forza di andare dagli altri e dirgli quello che pensa in faccia.

Le tue compagne non ti cercano? Non gli interessa se stai con loro oppure no? BENE, meglio così. Non diventare mai la ruota di scorta di qualcuno, annulla quello che sei e ti fa diventare qualcun altro. E sarebbe soltanto un peccato. Io credo che ognuno di noi viene al mondo per una ragione, ognuno di noi ha il potenziale per fare qualcosa di buono oppure per distruggere tutto quello che ha intorno. La domanda che adesso sorge spontanea è questa: io ho un talento, perché una dote ce l’abbiamo tutti, quindi qual è la mia? Magari la risposta non ci verrà subito, magari l’avremo dopo anni, ma l’importante è non smettere mai di pensare di essere speciali. Se diamo tempo al tempo capiremo che ognuno di noi è unico nel suo genere e tante persone diverse messe insieme fanno sempre qualcosa di buono.

Ve lo dico per esperienza, la gente che ci sta attorno, a volte anche i parenti eccetto i proprio genitori, cerca di demolirci per invidia. Ma non bisogna mai ascoltare nessuno ammenoché non ci dicano una cosa perché ci vogliono bene, la realtà però è sempre nel nostro cuore e sappiamo noi qual è quindi l’unica persona in cui dovete credere al 100% siete voi. L’unica opinione che vi deve importare è la vostra. Quindi credete sempre in voi, trovate la vostra strada attraverso le vostre passioni, qualunque esse siano, e coltivatele sempre, in ogni istante.

L’acne dell’adolescenza

Cari lettori bentornati!

Oggi volevo parlarvi dell’acne adolescenziale, una croce che ci accompagna negli anni più spensierati della nostra vita e di cui non riusciamo, molto spesso, a liberarci. Personalmente posso dirvi che tutte le cremine che danno i dottori, compresi i dermatologi, raramente fanno qualcosa, per non parlare dei costi eccessivi di questi medicinali dall’effetto vacuo.

Ma perché vengono le puntine?

Semplicemente per il fatto che durante questo periodo di formazione, gli ormoni androgeni provocano un’eccessiva produzione di sebo delle ghiandole sebacee. Un’altra motivazione è una ipersensibilità genetica delle ghiandole sebacee agli androgeni. A differenza di come si pensava un tempo il cioccolato e le patatine non hanno colpe, però non bisogna esagerare.

Ovviamente c’è chi avendo una pelle più grassa di altre persone ne avrà di più e distribuite su tutto il viso. Ma ci sono anche altre persone che hanno una diffusione di puntine limitate nelle aree generalmente più grasse ( fronte, naso e mento ). Essendo che la causa è lo squilibrio ormonale, l’unica cosa che si può fare è cercare di intervenire sulla pelle stessa.

La linea Uriage Hyséac è perfetta per intervenire quando il viso è ricoperti di puntine di pus e brufoli, basterà seguire le istruzioni dietro i prodotti e le puntine diminuiranno radicalmente. La pasta SOS è fantastica per intervenire immediatamente sulle imperfezioni che appaiono improvvisamente e che abbiamo il bisogno di eliminare nel più breve tempo possibile.

La crema Rilastil Acnestil sarà perfetta in un secondo momento, quando l’acne sarà notevolmente diminuita per continuare l’effetto benefico senza che la pelle si abitui alle creme Uriage per poi non riuscire più ad ottenere risultati. Io la metto la mattina, dopo aver sciacquato il viso con un detergente che non fa schiuma.

La sera applico la crema optimale a base di acqua. Che grazie alla sua azione benefica, reidratando la pelle in profondità restituendole morbidezza, inoltre velocizza il processo che porta la scomparsa delle macchioline che lasciano i brufoli. Vi consiglio pure di utilizzare il sapone allo zolfo, un metodo naturale molto famoso che fa veramente bene alla nostra pelle.

Recensione del libro “Il trono di ghiaccio” di Sarah J. Maas.

Titolo: Il trono di ghiaccio

Titolo originale: Throne of Glass

Traduttori: Francesca Novajara e Giovanna Scocchera

Autore: Sarah J. Maas

Genere: Young adults / fantasy / avventura

Pagine: 460

Prezzo: Flessibile €13,00; Rigida €17,00; Ebook €7,99

Link d’acquisto

Carissimi lettori, bentornati!

Oggi volevo parlarvi del libro che recentemente ho finito di leggere e da quello che già avrete letto nella descrizione qua sopra sapete bene che il libro è “Il trono di ghiaccio” di Sarah J. Maas, primo volume della saga che ci porterà a scoprire chi è in realtà la nostra protagonista: Celaena Sardothien. Grazie a questo libro entriamo nel mondo della nostra protagonista, segnata da un’infanzia traumatica seguita da un’adolescenza violenta, infatti è conosciuta in tutto il regno come l’Assassina di Ardalan, con tutto ciò non si è mai arresa ed anche dopo essere stata a Endovier, un posto dove i prigionieri e gli schiavi lavorano in condizioni pietose, maltrattati e malnutriti lei continua a sorridere. La sua tenacia è proprio quello che colpisce Dorian Havilliard, principe ereditario e figlio dello stesso re che ha ucciso tutti i suoi compatrioti compresi i suoi genitori. D’altro canto, all’inizio della storia, Chaol Westfall la vede solo come un essere disgustoso, non di certo per il suo aspetto fisico che riuscirebbe a incantare chiunque, ma più che altro per il titolo che la contraddistingue. Improvvisamente le arriverà una proposta: se parteciperà ad una gara e sconfiggerà gli altri ventitré pretendenti, diventerà sicario di corte, meglio conosciuto come il paladino del re, in cambio dei suoi servigi, dopo quattro anni le sarà restituita la libertà. Per Celaena accettare non è stato facile, sa che vincere non è la parte difficile, quello che non tollera è essere al servizio dello stesso re che le ha portato via tutto ed è proprio a causa sua che Arobynn Hamel l’ha cresciuta ed addestrata per uccidere. Ma nella sua situazione, l’unica cosa che può fare, è accettare il patto del diavolo, per riottenere la libertà.

L’ho trovato meraviglioso, di certo non mi sarei mai immaginata che una persona temibile come la nostra eroina, abbia un cuore così grande. Credo di aver capito molte cose leggendolo, inoltre la Maas ci da l’opportunità di metterci contemporaneamente anche nei panni di Dorian e di Chaol e mi è piaciuto tanto vedere come sono fatti in realtà questi personaggi così complessi e di come improvvisamente le loro relazioni si siano intrecciate. Lei sembra aver creato un muro nella sua mente con il passato, mira a dimenticare, perché ammettere il passato fa solo male, con tutto ciò non le è mai passata la passione per la lettura, che condivide con il nostro caro Dorian e l’ironia spiccata che lascia intravedere nel momento in cui smette di fare la sgorbutica. Anche con Chaol riesce ad instaurare un legame, seppur diverso da quello che instaura con Dorian, più aperto e trasparente, rispetto a Chaol che tende ad essere un lupo solitario.

Di certo sono estremamente curiosa di finire il secondo, il primo volume non ci dice tante cose e solo leggendo gli altri libri possiamo scoprirle… quindi vi premetto che una volta messi gli occhi su questa saga non distoglierete lo sguardo finché non terminerà!

Valutazione: 5/5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Quindi, vi auguro una buona lettura💞

Il dilemma delle superiori, la mia esperienza personale.

Carissimi lettori bentornati!

Oggi volevo parlarvi un po’ della mia esperienza personale riguardo la scelta delle superiori e di tutto ciò che ne è conseguito.

Inizio con il dire che fino a dieci giorni prima dalla scadenza per iscriversi, ero indecisa. Fondamentalmente ero confusa dal fatto che avevo una professoressa di matematica eccezionale ed una d’italiano che aveva veramente poca voglia di fare qualsiasi cosa. Io ho sempre avuto questa passione innata per la scrittura e da quando ero piccola dicevo agli altri che sarei andata al classico. Ora, a pochi giorni dalla scadenza mi chiedevo cosa dovessi fare, non credevo più di essere portata per il classico, a dire il vero non credevo proprio in niente, avevo solo tanta rabbia e una voglia immane di non rientrare mai più in una scuola. Bisogna premettere il fatto che io non mi trovavo benissimo, certo, lì avevo la mia migliore amica, con cui tutt’ora ho lo stesso rapporto, ma con tutto che io sono una persona socievole, aperta e vivace non riuscivo ad andare d’accordo con gli altri miei compagni, le ragazze erano oche sghignazzanti e i ragazzi erano sempre pronti ad assecondarle, un teatrino orrendo. Inoltre stavo attraversando un momento bruttissimo della mia vita, per vari motivi personali e nessuno riusciva realmente a capirmi, alcuni neanche ci provavano ma parlavano comunque, ovviamente, farsi gli “affaracci” propri è una dote che l’essere umano ha perso nel tempo. Comunque, sta di fatto che volevo svoltare pagina, volevo che si aprisse un nuovo capitolo della mia vita, non tutto va rose e fiori ma adesso ero stufa delle spine. In matematica avevo la media del 9,5 e per essere alle medie, come ben saprete è una media piuttosto alta. Considerando che avevo una media brillante solo in questa materia, pensavo di essere portata per lo scientifico, nelle altre arrivavo massimo ad otto ma comunque non scendevano mai sotto il sette. Anche se attraversavo questo brutto periodo negli scritti prendevo voti alti, negli orali no perché non riuscivo a concentrarmi e quindi andava sempre a finire che dopo una lettura veloce chiudevo il libro.

Così, presa una decisione di cui non ero convinta neanch’io andai da mia madre e le dissi: Mamma, senti, ho deciso, vado allo scientifico, mi piace la matematica e sono portata per le materie scientifiche e di certo non ho voglia di fare da grande un lavoro tipo l’avvocato. Ricordo che mia madre mi guardò incerta, l’aveva capito subito che neanch’io ero convinta e allora disse: Tesoro, evita di farti influenzare dai professori, se in matematica ottieni risultati migliori che in italiano, non pensi sia per il fatto che magari la prof di mate è più coinvolgente e quella di italiano non ha voglia di vivere? Non ti piace leggere? Non ti piace scrivere? Se ti piace la matematica anche al classico si fa, anche scienze si fa, non è detto che devi andare allo scientifico basandoti sui voti. Quando pensi al liceo in cui vuoi andare cerca di proiettarti sui libri di cui ti interesseresti anziché di quelli che leggeresti velocemente.

E quindi? Ero confusa. Mi chiedevo cosa dovessi fare. Lo scientifico era per me la luce alla fine del tunnel e consideravo il classico troppo pesante. Latino e Greco, mi dicevo, sono INSOSTENIBILI, avrei dovuto studiare tutto il giorno e non avrei più avuto una vita sociale. Alla fine decisi di andare all’Open Day del liceo classico della mia città. Me ne innamorai, era una scuola proprio bella ed entrare mi diede subito una sensazione di benessere, mi sembrava di essere entrata in un’università.

Il latino sapevo che mi piaceva, adoravo il mito e l’epica #omeroforever, in letteratura era già abbastanza ferrata grazie alla mia libreria personale, inglese, scienze, matematica, storia e geografia, cose fatte e rifatte, non avrei avuto problemi. E il greco? Tutti mi dicevano che era più bello del latino, quindi mi decisi, sarei andata al classico.

Ora sono a metà del primo anno e mi metto quasi a ridere quando pensavo a tutta la paura che ci infondono parlando di questo corso di studi. Io sono molto brava, ho la media dell’otto, non sono un genio e studio un’ora/due ogni pomeriggio. Meno di quanto studiavo alle medie. Sono felice e mi sento rinata. E qua uno pensa, addirittura? Si, studio tutte cose che mi piacciono e mi sembra quasi di leggere uno di quei libri con cui a volte trascorro il pomeriggio. E vi assicuro che quando la scuola non vi viene pesante è tutto più leggero. L’unico consiglio che vi voglio dare e di scegliere sempre tra il liceo classico o lo scientifico, tanto ormai per qualsiasi lavoro bisogna fare l’università quindi questi sono i licei che preparano meglio per affrontarla.

Io devo dire che da quando sono al classico non ho più difficoltà a memorizzare gli orali tanto che ascolto solo la spiegazione dei prof ( che per la cronaca non sono apatici come dicono i prof delle medie ma anzi sono più gentili di loro ), ripasso dagli appunti e ho finito lì.

Se credete che la strada che avete scelto non è la giusta per voi non esitate a cambiarla, un piccolo cambiamento può stravolgere tutta la vostra vita.

Un abbraccio, Lois💘

Chatter post e aggiornamento lettura.

Carissimi lettori, sto organizzando per voi diverse cose tra cui un articolo di moda, un commento popcorntime, una piccola guida sui cosmetici farmaceutici migliori per l’acne ed infine, oltre ai miei quotidiani pubblicherò tante recensioni di libri.

Prima di tutto volevo dirvi che sono molto contenta perché da un po’ di tempo a questa parte attraverso il blog sono riuscita a far uscire una parte di me, quella creativa, che se ne stava dormiente in un angolo. Vedo che gli articoli vi piacciono e ne sono fiera, su Instagram “Credere in se stessi, un concetto fondamentale.” ha attualmente più di 70 like e anche se possono sembrare pochini, per un blog che esiste da 20 giorni e soprattutto per me sono un grandissimo risultato.

Detto ciò passiamo ai fatti. Sto leggendo un libro molto interessante, si chiama Protector: il richiamo ( per acquistarlo clicca qui) libro di esordio dell’autrice Sarah Grace M.

Mi ha attirato sin da subito la copertina, mi sono detta subito: questo è un fantasy come si deve. Quando ho letto la trama me ne sono innamorata. Sarah ha uno stile tutto suo che la contraddistingue. Quando si parla di un libro di esordio uno pensa al fatto che l’autrice alle prime armi non può scrivere con l’esperienza di una che ne ha già un po’. Vi posso dire che ha volte è così ma non è questo il caso. Ho letto poco per diversi motivi e presumo di non essere neanche a metà libro ma mi sta piacendo da matti e non vedo l’ora che esca il cartaceo, perché i libri più belli che leggo li voglio ovviamente in libreria. Quindi ve ne parlerò più approfonditamente in una recensione appena lo finirò e spero di riuscirci presto. So che non è l’ideale ma per ora sto leggendo quattro libri contemporaneamente, quindi appena lo finisco la recensione vi arriverà subito!

In questo periodo faccio varie riflessioni, per me non è tutto rose e fiori e ho capito il valore di certe cose che mi circondano costantemente e che ha volte sottovalutiamo una marea di cose e non c’è le godiamo fino in fondo. Una volta credevo di odiare posti che solo adesso capisco di aver amato, di essermi sentita al sicuro e protetta lí. Pensiamo a quello che vogliamo ma mai a tutto quello che già possediamo, a volte si dovrebbe solo abbracciare la nostra vita e ciò che ci circonda.

In settimana vorrei approfondire l’argomento… che ne pensate?

Detto ciò vi auguro una buona giornata, Lois💘